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La Retribuzione Variabile in Italia

Revista Derecho Social y Empresa
  • Artículo publicado en: Revista Derecho Social y Empresa
  • Numero: Número 5
  • Autoría: Antonio di Stasi
  • ISSN: 2341-135X
  • Páginas: 180-200
  • Edición: 1ª ed.
  • Fecha:
  • Editorial: Universidad de la Rioja
  • Fecha de recepción: Abr. 1, 2016
  • Fecha de aceptación: Abr. 6, 2016

La Retribuzione Variabile in Italia

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La retribuzione variabile, intesa come quella contrattata a livello territoriale o aziendale per gruppi di lavoratori, rappresenta in Italia l’unico mezzo per aumentare il compenso dei dipendenti in quanto la contrattazione collettiva nazionale ha il compito di stabilire minimi retributivi i cui aumenti devono essere in linea con l’inflazione. Il legislatore incentiva il ricorso ai premi di produttività o di redditività con una disciplina fiscale e previdenziale di favore per entrambe le parti, lavoratori e datori di lavoro, ma i benefici sono modesti e le diverse questioni problematiche –esaminate nel saggio– spiegano la scarsa diffusione della contrattazione decentrata.

The variable wages, (i.e. the activities contracted to local or company level for groups of workers), in Italy is the only means to increase the wages and salaries of workers as the national collective bargaining has the task of establishing minimum wage, which increases must be in line with inflation. The legislator stimulates the use of performance bonuses or profitability with a fiscal discipline and social security rules of favour for both parties, workers and employers, but the benefits are modest and the various problematic issues – examined in the essay – explain the limited diffusion of local or company bargaining.

Palabras Clave:
Retribuzione variabile, contrattazione aziendale, premio di produzione, benefici fiscali, partecipazione dei lavoratori

Keywords:
Variable wages, company bargaining, production bonuses, tax benefits, employee participation.

índice:

1. ANTECEDENTI E DEFINIZIONI. 1.1 Dalla retribuzione a cottimo a quella oraria. 1.2. Aumenti retributivi e salvaguardia del valore reale delle retribuzioni. 1.3. La critica al meccanismo di rivalutazione automatica delle retribuzioni e il passaggio ad un sistema di blocco della «spirale» retributiva. Il Protocollo del 1993. 1.4. Il superamento (non sostanziale) del Protocollo del 1993 e l’attuale sistema di relazioni sindacali. 2. LA RETRIBUZIONE VARIABILE NEGLI ACCORDI AZIENDALI. 2.1. Le modalità di calcolo della retribuzione variabile. 2.2. Il parametro da valutare. Gli obiettivi di redditività e quelli di produttività. 2.3. La questione della ampiezza del «Gruppo di lavoratori». 3. INCENTIVI ED EFFETTIVITA’. 3.1. Gli incentivi fiscali. 3.2. Gli incentivi previdenziali. 4. GLI ASPETTI PROBLEMATICI. 4.1. Il free riding. 4.2. Premialità e assenze del lavoratore. 4.3. Cessazione del rapporto di lavoro e diritto al premio. 4.4. Premio di risultato e proporzionalità della retribuzione. 4.5. Retribuzione variabile e partecipazione.

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